Scienziati sostenitori

Peter Ulrich, Professore di etica economica, Università di San Gallo, em.:

"Il fatto che le banche commerciali incassano interessi tramite l'erogazione di crediti alla mano pubblica (titoli di Stato) con denaro creato per conto proprio, a carico della collettività, nell'epoca del capitalismo finanziario scatenato si è rivelato essere un errore sistemico estramamente ingiusto. Il concetto di moneta intera affronta il problema alla radice, separando nettamente l'approvvigionamento pubblico di denaro (tramite la Banca nazionale) e l'erogazione privata di crediti (tramite le banche commerciali private). Inoltre gli averi dei cittadini e delle imprese non rientrano più nella massa fallimentare di una banca crollante. In questo modo le banche, dopo speculazioni sbagliate, non devono più essere salvate con fondi pubblici e l'attuale presa in ostaggio dei contribuenti viene eliminata"

Philippe Mastronardi, Professore di diritto pubblico, Università di San Gallo:

"Nel sistema di moneta intera il settore finanziario deve realizzare un servizio pubblico che serve all'economia reale e alla società ."

Sergio Morandi, economista, banchiere e imprenditore:

"La riforma moneta intera è il primo imprescindibile passo per una società piu' equa in un'epoca in cui le storture e gli attriti della società odierna e le pressioni sull'ambiente hanno raggiunto un punto critico. Grazie allo strumento dell'iniziativa popolare tutti i cittadini, tramite il loro sostegno e senza piu' scuse, potranno finalmente dare un contributo fattivo affinché questo necessario cambiamento si avveri."

Marco Saba, economista e presidente dell'Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economica e Monetaria (IASSEM) di Milano:

"In Italia, dove ancora non si ammette pubblicamente che le banche sono fabbriche di denaro, anziché dei meri intermediari, ammiriamo la coraggiosa iniziativa svizzera di Moneta Intera. Il modo sicuro per mantenere la sovranità monetaria è di affidare ad un organo pubblico l'emissione di moneta e di lasciare alle banche la facoltà di finanziarsi prendendola a prestito dallo stesso, e non viceversa. In questo modo si potranno ridurre le imposte affiancando al concetto deludente di "debito pubblico" quello ancora oggi sconosciuto, ma pregevole, di "credito pubblico". Un risultato simile potrebbe essere ottenuto anche tassando al 100% la creazione di denaro da parte delle banche, ma solo se queste ultime posteranno all'attivo del bilancio tale creazione, cosa che oggi non avviene."

Patrick Schüffel, professore e direttore dell’Istituto di Finanza dalla Scuola Superiore di Gestione, Friborgo, Svizzera:

„L’iniziativa Moneta intera è già un enorme successo, perché stimola il dibattito pubblico sul sistema monetario fiat, basato sul principio della riserva frazionaria.“

Mark Joób, Professore di scienze economiche all'Università di Sopron (Ungheria), ricerche all'Università di Zurigo:

"È ora di sottrarre il sistema monetario alla corsa al profitto di operatori finanziari privati e di metterlo al servizio dell'interesse generale definito democraticamente. La moneta intera rende possibile di orientare la nostra economia alla stabilità, alla sostenibilità, e alla giustizia sociale."

Sergio Rossi, Professore di macroeconnomia ed economia monetaria, Università di Friborgo (Svizzera):

"L'iniziativa Moneta intera intende impedire che le banche possano abusare del loro potere di emettere moneta per erogare crediti che portano all'incrementano della massa monetaria senza un corrispondente incremento del reddito nazionale. Con ciò viene lanciato un dibattito fondamentale sulla comprensione della causa sostanziale della crisi finanziaria sistemica rampante. Per questo motivo l'iniziativa merita l'attenzione dei politici responsabili e di tutti i gruppi d'interesse, incluse le banche, che hanno un interesse incontestabile nella stabilità finanziarie del sistema economico, dal quale traggono i loro profitti e le retribuzioni dei loro dirigenti."

Irmi Seidl, economista, docente privata dell'Università di Zurigo, editrice del libro „Postwachstumsgesellschaft. Konzepte für die Zukunft“:

„Il trasferimento dell'emissione di moneta scritturale alla Banca nazionale è una condizione importante per ridurre l'orientamento alla crescita della nostra economia e della nostra società. Una società post-crescita necessita una politica della massa monetaria ben ponderata e orientata all'interesse generale. Emissione di moneta significa estensione delle attività economiche. In questo le banche non considerano né i limiti ecologici né gli interessi generali della società. Ciò risulta in crisi e frizioni ecologiche, economiche, e sociali, che non dovremmo continuare ad accettare. In futuro una banca centrale indipendente deve poter emettere moneta da sola, in maniera mirata, coordinata, ed orientata alle varie necessità."

Peter Hablützel, storia contemporanea, scienza politica e di amministrazione, ex direttore dell'Ufficio federale del personale:

"La minoranza della gente sa che la maggioranza del denaro in circolazione in una economia politica moderna non proviene dalla banca centrale ma dalle banche commerciali private. Se finanzio la mia casa o un'altro progetto con un credito bancario, solo una frazione di questo denaro è coperta con denaro della Banca nazionale. Il resto lo crea la mia banca dal nulla. Ma da me richiede tutte le garanzie e interessi elevati. L'iniziativa Moneta intera mira a questo, per molti, misterioso nocciolo del capitalismo."

Christian Felber, Laureato in filosofia, copromotore della „Gemeinwohl- Ökonomie“ e autore del libro omonimo:

„Il denaro dovrebbe diventare un bene pubblico. Ciò significa in primo luogo che le regole di gioco dell’ordine monetario vengano stabilite democraticamente. Propongo che si tengano assemblee comunali sul denaro, nei quali tutti i cittadini possono contribuire a stabilire le regole del gioco, affinché il denaro serva alla buona vita e al benessere collettivo.“

Sighard Neckel, Professor für Soziologie der Sozialen Ungleichheit an der Goethe Universität Frankfurt am Main:

"Das gegenwärtige Geld- und Finanzsystem erlaubt es den Banken mittels eigens geschöpftem Geld zu spekulieren und übermässig viele Kredite zu vergeben. Wie die andauernde Finanz- und Staatsschuldenkrise seit 2008 zeigt, ergeben sich daraus gravierende Konsequenzen für die Gesellschaft. Einerseits müssen Banken mit Steuergeldern gerettet werden und andererseits wächst die Kluft zwischen armen und reichen Schichten durch die massive Verschuldung immer stärker an. Die Vollgeld-Initiative schafft Raum um eine fundierte Diskussion über die heutigen gesellschaftlichen Probleme sowie die Herausforderungen einer nachhaltigeren Zukunft führen zu können."

Bernd Senf, professore emerito di economia politica, Scuola Superiore di Economia e Diritto, Berlino:

„La creazione di denaro deve tornare ad essere compito del settore pubblico. Non del governo ma di una istituzione indipendente dal governo e dal mondo della finanza privata. Mi rallegra il fatto che il concetto della riforma per una “moneta intera” di Joseph Huber e della mia idea di un “monetativo” venga preso in considerazione sempre di più. “La nebbia attorno al denaro” – in particolare attorno alla creazione di moneta scritturale da parte delle banche private – si schiarisce sempre di più, e la necessità di una riforma monetaria fondamentale, al fine di evitare future crisi finanziarie, diventa sempre più evidente.“

Dr. Eva-Maria Hubert, economista, partner di MonEta e GCN:

„Il denaro ed il sistema monetario influiscono sul benessere di ognuno e sono di importanza vitale per la pace, la libertà, e la giustizia nella società. Se comprendiamo correttamente il denaro quale „tecnica sociale“, possiamo controllarla democraticamente e metterla al servizio di una società sostenibile e robusta. L’informazione e l’obiettivo dell’iniziativa Moneta intera sono di gran valore a questo scopo. Sarebbe il mio desiderio che ogni cittadino rifletta intensivamente su questi temi basati sull’opera di Irving Fisher.“

Helge Peukert, Professore alla cattedra di economia politica, Università di Erfurt, Germania:

„L’attuale sistema monetario possiede delle debolezze strutturali fondamentali, che non possono essere superate con le “riformette” attuate finora sul piano nazionale, europeo ed internazionale. Una delle cause principali delle crisi finanziarie risiede nell’accumulazione dei cicli di gonfiamento e sgonfiamento di bolle speculative, provocate principalmente dall’erogazione prociclica dei crediti da parte di istituti bancari privati a scopo di lucro. La riforma per una moneta intera potrebbe contrastare ciò con successo.”

James Robertson, scientifique de la finance et auteur, cofondateur de la New Economics Foundation, Oxon, UK :

« Le système monétaire est représentatif de la façon dont nous vivons notre vie. Maintenant, partout dans le monde, il fonctionne de telle manière qu'il nous mène à l'inefficacité écologique et à l'injustice socioéconomique. Cela pourrait conduire à l'autodestruction de notre civilisation et même à l'extinction de notre espèce. Nous ne devons pas ignorer ni sous-estimer l'urgence extrême d'une réforme du système monétaire ».

Joseph Huber, Professore di sociologia economica ed ecologica, Università Martin Luther, Halle, em.:

"L’essenziale è il riappropriamento pubblico della sovranità monetaria. Le banche creano tanto o poco denaro a loro piacimento e per puro interesse personale. Le banche dovrebbero gestire il traffico dei pagamenti e l'erogazione di crediti, ma non dovrebbero poter creare per conto proprio il denaro necessario. Il monopolio monetario – il diritto di emettere denaro nella valuta nazionale – è una prerogativa pubblica di uguale importanza come la legislazione, il governo e l'organo giudiziario, e il monopolio fiscale e delle forze armate. È fondamentalmente sbagliato aver lasciato alle banche, tramite la creazione di moneta scritturale, un prerogativa talmente importante."

Dirk Müller, Finanzexperte, Autor diverser Bücher und bekannt als "Mr. Dax":
"Den privaten Banken das Recht zur Geldschöpfung aus dem Nichts zu entziehen, ist eines der Kernelemente um dem Strukturversagen des Finanzsystems bereits an der Wurzel zu begegnen. Die Geldschöpfung und Geldversorgung ist eines der Schlüsselelemente unserer Gesellschaft. Dies als hoheitliche Aufgabe wieder vollständig in die Hand des Staates und somit der Gemeinschaft zu übertragen, ist eine grundlegende Selbstverständlichkeit für jeden, der das Geldsystem verstanden hat. Eine unabhängige Zentralbank ("Monetative"), die gleichberechtigt neben der Legislative, der Executive und der Judikative steht, muss das Ziel sein. Ein Vollgeldsystem ist der beste Schritt dorthin."

Richard Werner, professeur et titulaire de la chaire de finance internationale, directeur du Centre for Banking, Finance and Sustainable Development à l'université de Southampton :

« C'est le droit souverain du peuple de choisir et d'établir un système monétaire attractif et adapté. Malheureusement, il n'y a eu, jusqu'ici dans notre ère moderne, presque aucun débat public ni aucun vote à ce sujet. Comme je l'ai montré dans ma théorie quantitative du crédit (Neue Wirtschaftspolitik, Vahlen Verlag, 2007), le cycle économique est entraîné par le crédit bancaire, mais la création de crédit pour les transactions financières (qui ne contribuent pas au PIB) peut produire des bulles d'actifs et des crises bancaires, alors que la création de crédit productif peut conduire à une croissance stable et plus équitable. Malheureusement, on n'engage pas les banques à cette dernière activité. La question est donc de savoir pourquoi il n'est pas possible qu'un système transparent d'émission de répartition de la monnaie soit introduit ou développé par les représentants du peuple (de préférence de manière décentralisée sur le plan communal), ce qui assurerait que l'argent n'est pas dépensé à des fins spéculatives et destructrices, mais à des fins qui favorisent une croissance durable et équitable. En outre, un système de création monétaire communautaire pourrait réduire la dette publique de façon spectaculaire et ainsi offrir les meilleures conditions pour une baisse des impôts. »

Jürgen Krämer, professeur de mathématiques, Ecole supérieure de Koblenz :
« Monnaie pleine – cela signifie réduction de l'endettement public, et non pas seulement une limitation de l'endettement supplémentaire. Monnaie pleine – cela signifie aussi que l'argent n'est plus menacé par l'insolvabilité de banques. Un système de monnaie pleine permet à la Banque nationale un meilleur contrôle de la masse monétaire et de l'inflation par rapport à notre système actuel d'argent-dette. Enfin, le système de monnaie pleine peut et doit être réalisé de sorte qu'il entraîne une meilleure répartition des produits du capital et ainsi une diminution de la polarisation de la société. S'il est vrai que les bonnes idées s'imposent à la longue, le système de monnaie pleine a de l'avenir. »

Jean-Ziegler, sociologue, politicien et auteur:

«Le moyen le plus efficace du Nord de dominer le Sud, c'est actuellement le service de la dette.»

Johann Walter, professeur d'économie politique à l'Ecole supérieure de Westphalie :

« Avec la création d'argent-dette gérée par les banques, il y a chez nous une sorte de création monétaire qui favorise une crise financière internationale, dans laquelle nous semblons tous être captifs dans notre dépendance commune. Cependant, une réforme monétaire (p.ex. l'introduction d'une compétence étatique de création monétaire contrôlée) pourrait relativement facilement mener à un monde meilleur ayant moins de dettes, un approvisionnement plus stable en argent, une meilleure infrastructure publique et une répartition plus équitable. Une telle réforme apporterait aussi d'autres avantages. C'est pourquoi il est très souhaitable que l'initiative « monnaie pleine » soit couronnée de succès. »

Niko Paech, professeur à la chaire «Production et environnement» de l'université d'Oldenburg :
« La réforme 'Monnaie pleine' est une étape importante sur le chemin de l'économie post-croissance. Afin de rompre l'orientation des démocraties européennes de consommation vers une croissance écologiquement ruineuse, un autre système monétaire est nécessaire. Pour cela, il faut aussi stopper la création monétaire arbitraire des banques d'affaires. Car l'octroi incontrôlable et illimité de crédits est l'un des moteurs de ce dynamisme d'investissement qui génère une croissance permanente alors même que celle-ci ne sert pas à satisfaire des besoins précédemment énoncés, mais seulement à maximiser le profit. Le droit à la création monétaire ne doit être accordé qu'à la banque centrale. »

Margrit Kennedy, prof. émérite d'architecture à l'université de Hannover (décédée le 28 déc. 2013) :

« Depuis l'introduction de l'euro, l'économie européenne souffre de plus en plus à cause des erreurs commises dans les banques et les bourses. Mais elle ne peut se défendre seule contre l'exploitation pratiquée par la finance puissante. Pour cela, l'économie a besoin de l'aide de l'Etat, qui, par une réforme du marché financier, confie la création monétaire à la banque centrale et qui met la finance au service de l'économie réelle et de la mission sociale. Seuls le partenariat nécessaire de la banque centrale avec les banques d'affaires et les institutions d'intérêt public ainsi que les initiatives créatrices de monnaies complémentaires garantiront une économie de marché vraiment sociale par le service qu'elles rendent au public. C'est pourquoi je soutiens l'initiative suisse pour la réalisation d'une telle réforme et je souhaite qu'elle fasse office d'exemple pour l'Europe. »

Christian Gomez, Docteur en Sciences économiques, ancien universitaire, ancien banquier (ex-CEO-Suisse d'une grande banque internationale) :

« En matière monétaire et financière, il faut changer de paradigme. Ne plus se contenter de réformes parcellaires, toujours plus coûteuses et toujours aussi inefficaces. Il faut attaquer le noeud central du problème: les mécanismes de création monétaire, ce que fait la réforme de la monnaie pleine. En redonnant à la Suisse sa pleine souveraineté monétaire, elle protège ses citoyens contre les crises financières et économiques et leur redonne tous les bénéfices liés au pouvoir de "battre monnaie". »

Max Otte, Ökonom, Fondsmanager & Professor für internationale Betriebswirtschaftslehre an der Hochschule Worms sowie an der Universität Graz:

"Die Einführung von Vollgeld wäre ein wichtiger Schritt, die Herrschaft den Banken zu brechen, unser Finanzsystem wieder auf ein solides Fundament zu stellen und ein Finanzsystem zu bauen, das den Menschen dient."

Paul Schreyer, Journalist und Autor des Buches "Wer regiert das Geld?":

"Wenn Staaten permanent bei privaten Banken verschuldet sind, wird Demokratie unmöglich, da am Ende stets die Gläubiger entscheiden. Die Vollgeld-Initiative weist auf eine der Ursachen dieser ungerechten Ordnung hin: die Möglichkeit der Banken, selbst Geld zu erzeugen. Eine breite öffentliche Debatte zu diesem Thema ist enorm wichtig, denn nur gut informierte Bürger können souverän über Alternativen entscheiden." https://geldschoepfer.wordpress.com/

Norbert Häring, Ökonom, Wirtschaftsjournalist und Autor des Buches "Die Abschaffung des Bargeldes und die Folgen":

„Die Lehrbücher behaupten, Banken seien Vermittler, die Geld der Sparer an Investoren vermitteln. Das wäre auch vernünftig. Leider ist es eine Falschdarstellung. Denn die Banken vermitteln kein Geld, sie schaffen Geld. Sie genießen nämlich das Privileg, dass man mit ihren kurzfristigen Schulden (Einlagen) seine Rechnungen bezahlen kann. Das ist ein unfaires und gefährliches Privileg. Die Vollgeld-Initiative will es abschaffen. Dieses Ziel verdient Unterstützung.”

Adair Lord Turner, Britischer Unternehmer, Akademiker, ehemaliger Direktor der Britischen Finanzmarktaufsicht und Autor des Buches «Between Debt and Devil»

«In meinem neuen Buch stelle ich den Glauben in Frage, dass wir wachsende Kredite brauchen, um die Wirtschaft anzukurbeln und dass Schulden machen in Ordnung ist, solange die Inflation niedrig bleibt. Fakt ist, dass es für wirtschaftliches Wachstum gar nicht viele Kredite braucht. Sie treiben nur Immobilienblasen und führen zu Finanzkrisen und Depression.
Ich erkläre wieso die Politik die wachsende Kreditgeldschöpfung und Allokation managen muss und Schulden als eine Form von Verschmutzung der Wirtschaft zu besteuern sind. Banken brauchen wesentlich mehr Eigenkapital, die Kreditvergabe für Immobilien muss eingeschränkt werden, Ungleichheit muss bekämpft und der unerbittliche Anstieg von Immobilienpreisen gemildert werden.
Und ich hinterfrage den grossen Mythos um das fiat Geld – die abwegige Vorstellung, dass Gelddrucken immer zu einer schädlichen Inflation führt. Um dem, von früheren politischen Fehlentscheidungen verschuldeten, Schlamassel zu entkommen, vielleicht müssen wir manchmal Staatsschulden monetarisieren und fiskalische Defizite mit Zentralbankengeld finanzieren.»

Raimund Dietz, Wirtschaftswissenschaftler, Gründer der Monetative Austria, Autor des Buches „Geld und Schuld – eine ökonomische Theorie der Gesellschaft“, 5.te Auflage, Metropolis-Verlag 2016.:

"Geldschöpfung ist ein außerökonomischer Akt. Daher sollte sie nur der Souverän – eine unabhängige Zentralbank – vornehmen. Wirtschaftssubjekte, auch Banken, betreiben normale Geldgeschäfte – Kauf und Verkauf, Kredit und Investments – auf ihre Verantwortung. Dabei soll jedoch kein Geld entstehen."

Heinrich Bortis, Professor für Wirtschaftstheorie und Wirtschaftschaftsgeschichte, Universität Fribourg, em.:
"Die Nationalbank ist zuständig für die Versorgung der Wirtschaft mit Basisgeld (Münzen und  Banknoten). Die Vollgeldinitiative sieht nun vor, dass sie auch die Buchgeldschöpfung steuert. Das beinhaltet eine enge Zusammenarbeit zwischen Banken und Nationalbank.
Die Vollgeld-Initiative ist schon deshalb sehr wichtig, weil sie bewusst macht, dass neue nationale Geldsysteme erforderlich sind und so die Diskussion darüber in Gang bringt. Das ist aber nur ein erster Schritt. Wir brauchen auch unbedingt ein neues Weltwährungs-System mit einem supranationalen Weltgeld, wie es Keynes bereits 1944 vorgeschlagen hat. Internationale Güter- und Finanztransaktionen würden über dieses supranationale Geld abgewickelt. So könnten sowohl Überschuss- wie Defizitländer zur langfristigen Herstellung von Leistungsbilanzgleichgewichten beitragen."

Raimund Brichta, Geldexperte, Finanzjournalist und TV-Moderator:

"Unser Geldsystem weist nach meiner Analyse mehrere bedeutsame Schwächen auf. Deshalb halte ich es für unabdingbar, eine breite Diskussion über mögliche Alternativen in Gang zu bringen. Vollgeld-Initiativen wie die in der Schweiz leisten dazu einen wesentlichen Beitrag."

Hans Christoph Binswanger, Professor für Wirtschaftswissenschaft, Universität St. Gallen, em.:
„Heute geht es darum, eine Zwischenlösung zu finden zwischen dem Goldstandard, in dem die Geldschöpfung durch die Menge  der vorhandenen Goldreserven beschränkt war, und der heutigen Geldordnung, der eine grenzenlose Schöpfung von Papier- und Bankgeld möglich ist. Eine (Wieder-)Anbindung der Geldschöpfung an die Goldreserven würde die Geldschöpfung zu stark einschränken. Es muss aber den Zentralbanken die Möglichkeit gegeben werden, die Geldschöpfung so weit in Grenzen zu halten, dass keine neuen Spekulations- und Inflationstendenzen drohen, die wieder zu Finanz- und Wirtschaftskrisen führen, wenn die Geldmenge schon zu stark expandiert ist und diese Überexpansion nachträglich wieder eingeschränkt werden muss. Um aus der Krisengefahr herauszufinden, müssen die Zentralbanken in die Lage versetzt werden, die Geldschöpfung direkt zu kontrollieren.“

Dr. phil. Josef Naef, Dozent für Wirtschaftsethik, Berner Fachhochschule:
"Die Vollgeld-Initiative kann nicht alle Probleme des eigensinnigen Wirtschaftssystems und des weitverbreiteten dummen Egoismus lösen. Aber es ist zweifellos ein wichtiger Meilenstein, um das Finanzsystem wieder an die Realwirtschaft zurückzubinden. Die Schweizer Bürger können mit dieser ordoliberalen Idee eine wichtige Vorreiterrolle übernehmen und deutlich zum Ausdruck bringen, dass sie das ethisch höchst fragwürdige Geschäftsgebaren der Banken nicht länger dulden. Es ist ein grosser Irrtum zu glauben, dass die Menschen in der Finanzwelt ihre Lehren aus der letzten Finanzkrise gelernt haben, vielmehr steht die Staatskrise vor der Tür."

Mathias Binswanger, Professor für Volkswirtschaftslehre an der Fachhochschule Nordwestschweiz in Olten und Privatdozent an der Universität St. Gallen. :

"Die Rolle des Geldes in einer modernen Wirtschaft erschliesst sich erst, wenn man den Prozess der Geldschöpfung genauer betrachtet. Erstens können Banken Geld aus dem Nichts schaffen. Und zweitens ermöglicht diese Geldschöpfung ein stetiges Wirtschaftswachstum. Allerdings muss man sich zuerst vom verbreiteten Irrtum lösen, dass Banken Geld von Kunden ausleihen und es dann selbst weiterverleihen."

(Im März 2015 erschien sein neuestes Buch "Geld aus dem Nichts – Wie Banken Wachstum ermöglichen und Krisen verursachen." Gemäss einem Ranking der NZZ des Jahres 2014 gehört Mathias Binswanger zu den 10 einflussreichsten Ökonomen der Schweiz.)

Dr. Thomas Mayer, Gründer Flossbach Research Institut, ehemals Chefvolkswirt Deutsche Bank:
„Wegen der Krisenanfälligkeit unseres über die Kreditvergabe der Banken geschaffenen privaten Schuldgelds ist die Marktwirtschaft selbst ins Gerede gekommen und wird von populistischen Politikern bedroht. Vollgeld versucht, das Problem an der Wurzel zu packen und kann helfen, unsere marktwirtschaftliche Ordnung vor den Befürwortern der zentral gelenkten Planwirtschaft zu schützen. Ich bin deshalb ein Weggefährte der Vollgeldreform. Als danach folgender Schritt sollte allerdings die Privatisierung des Geldes stehen, denn nur dadurch können wir den staatlichen Leviathan nachhaltig eindämmen.“

Prof. Dr. Dr. habil Klaus Buchner, pensionierter Mathematikprofessor der Technischen Universität München, Europa-Abgeordneter (ÖDP)

"Als Mathematikprofessor ist mir die Absurdität des jetzigen Geldsystems hinlänglich bewusst. Die private Geldschöpfung stellt meiner Meinung nach einen nicht legitimen Eingriff der Privatwirtschaft in unsere Finanzstabilität dar. Geld an sich ist eine geniale Erfindung, aber durch den Missbrauch dieses Systems wird ein dauernder Wachstumszwang verursacht. Das System soll für die Menschen funktionieren und nicht die Menschen nach einem kaputten Geldsystem tanzen lassen. Ich halte die private Geldschöpfung für volkswirtschaftlich hochgradig toxisch und finde, dass wir uns in der heutigen Zeit kein instabiles Wirtschaftssystem mehr leisen können. Ich wünsche unseren Freunden in der Schweiz alles Gute für ihren Volksentscheid. Mensch vor Profit!"

Bernd Lüthje, Volkswirt und Bankmanager, ehem. Vorstandsvorsitzender der NRW.Bank:
„Wenn das Vollgeldsystem die Bankenaufsicht überflüssig machen würde, wäre es allein schon deshalb das richtige Geldsystem. Dann könnte die Aufsicht keine Bankkrisen mehr verursachen und auslösen. Die nachfolgenden Vermögensvernichtungen in grossem Umfange würden verhindert. Auch würden die stark ansteigenden direkten Bankabführungen an die Aufsicht und die sich weit stärker erhöhenden internen Regulierungskosten wegfallen. Entsprechend würden die Bankprodukte billiger und würden – noch wichtiger – nicht mehr von der Aufsicht gegängelt werden. Der normale Privatkunde und auch der kleinere Mittelständler könnten wieder Kredit erhalten.“

Nicolaus Tideman, Professor für Volkswirtschaftslehre, Virginia Tech:
"Ein monetäres System in dem Banken neues Geld durch die Vergabe von Darlehen schaffen ist ungerecht und anfällig für Instabilität.  Es ist ungerecht, weil die Banken den grösste Teil des Gewinns erhalten der bei der Geldschöpfung anfällt.  Es ist anfällig für Instabilität weil Banken sowohl in Konkurs gehen können als auch nicht immer die nötige Menge an Krediten bereitstellen, die für die wirtschaftliche Stabilität erforderlich sind.  Um die Gerechtigkeit und Stabilität des monetäres Systems zu erhöhen sollte man Banken verbieten, Darlehen durch Einlagen zu finanzieren; stattdessen sollten sich Banken darauf konzentrieren 1) Geld aufzubewahren, 2) Zahlungen abzuwickeln, 3) Investmentfonds zu verkaufen, und 4) Darlehen an Investmentfonds zu vermitteln.  Diese Massnahmen würden sowohl Bankpleiten verhindern als auch Wirtschaftskrisen, die durch eine Reduzierung der Bankkreditvergabe verursacht werden. Ich befürworte Kredite mit unbegrenzter Laufzeit welche die Zentralbank an alle Steuerzahler vergibt, so dass die Geldmenge durch die Erhöhung und Verminderung der Darlehenssumme geregelt werden würde."

Norbert Bernholt, Geschäftsführer der Akademie Solidarische Ökonomie (www.akademie-solidarische-oekonomie.de):
„Mit dem Konzept des  Vollgeldes liegt eine notwendige Voraussetzung dafür vor, dass Geld sich nicht mehr aus sich selbst heraus vermehren kann. Es entfällt eine wesentliche Antriebsfeder für den in unserer Wirtschaftsweise fortwährend postulierten  Wachstumszwang. Wir wären mit der Einführung des Vollgeldes einen bedeutenden Schritt weiter auf dem Weg zu einer Wirtschaft, die sich nicht der Steigerung der Renditen sondern dem Wohl der Menschen verpflichtet fühlt.“

Reinhard Loske, Volkswirtschaftler, Professor an der Universität Witten/Herdecke (www.loske.de):
"Heute findet die Geldvermehrung im Wesentlichen bei den Geschäftsbanken statt. Denn sie dürfen Kredite in nahezu beliebiger Höhe vergeben und müssen nur eine geringe Mindestreserve halten. Das kann zu gefährlichen Aufblähungen der Geldmenge, zu Inflation und spekulativen Blasen führen. Der Anstieg der Immobilienpreise und Kurse risikoreicher Wertpapiere vor der Finanzkrise waren Beispiele dafür. Andererseits kann eine Unterversorgung mit Geld entstehen, wenn die Banken in einer Rezession die Kreditvergabe stark einschränken. Um beides zu verhindern, bekäme die Notenbank mit der Vollgeldreform das alleinige Recht, die Geldmenge zu steuern."

Prof. Steve Keen, Professor für Volkswirtschaftslehre, bis 2013 Western University of Sydney, ab 2014 Leiter des wirtschaftswissenschaftlichen Fachbereiches an der Kingston University (London).

"The financial crisis of 2008 and the continuing Depression in Europe make it obvious that our monetary system is broken, and also that we can’t rely on the banks and existing authorities to fix it. The Referendum is a chance to present an entirely different approach to the creation and management of the money supply. Whatever the outcome of this proposal, the debate it will allow over our monetary system is one we have to have."

Katharina Serafimova, Studienautorin und Expertin für die Schnittstelle zwischen Umwelt und Finanzmarkt beim WWF und Lehrbeauftragte an der Universität Zürich.

„Viele Menschen haben das Gefühl, dass im heutigen System etwas nicht stimmt. Ein Geldsystem, das uns zu immer höheren Gewinnerwartungen und Wachstum zwingt, kann auf einem Planeten mit begrenzten Ressourcen nicht ewig gut gehen. Die gute Nachricht ist: Das Geldsystem ist kein Naturgesetz, sondern im besten Falle eine Wahl des Souveräns. Die Schweiz hat die direktdemokratische Möglichkeit eine Abstimmung zu fordern, wie wir unser Geldsystem organisieren wollen. Es ist höchste Zeit, wieder eine breitere Diskussion in Volk und Ständen darüber zu führen.“

Dr. rer. nat. Timm Gudehus, Unternehmensberater, Wissenschaftler und Autor, Hamburg:
„Das heutige Geldsystem ist intransparent, ungerecht und gefährlich. Die Geschäftsbanken erzeugen im Zuge der Kreditvergabe nach eigenem Ermessen Giralgeld in nahezu unbegrenzter Menge, das nur unzureichend gesichert ist. Die Folgen sind private Geldschöpfungsvorteile, Geldverluste bei Bankinsolvenzen, Inflationsgefahr, überschießende Finanzmarktausschläge und Konjunkturschwankungen sowie eine permanent ansteigende Staatsverschuldung. Diese und weitere Probleme des heutigen Geldsystems lassen sich durch eine neue Geldordnung beheben, in der alles Giralgeld durch Vollgeld, d.h. durch Zentralbankbuchgeld ersetzt wird. Dabei entsteht ein Umwandlungsgewinn in Höhe der Giralgeldmenge, der einen erheblichen Abbau der Staatsverschuldung ermöglicht. Danach ergeben sich aus der Anpassung der Geldmenge an das Wirtschaftswachstum laufend Geldschöpfungsgewinne, die zum Beispiel zur punktuellen Finanzierung von Sozialwerken und Infrastruktur oder Steuersenkungen verwendet werden können.“
(In dem 2015 erschienenen Buch "Dynamische Märkte, Grundlagen und Anwendungen der analytischen Ökonomie" sind die neue Geldordnung und die Möglichkeiten ihrer Implementierung ausführlich dargestellt.)

Josh Ryan-Collins, Associate Director, New Economics Foundation, London (www.neweconomics.org)

“If you travelled to a new country and discovered that the creation and allocation of water was monopolised by privately owned profit-making companies who were underwritten by tax-payers in case they failed, you would probably consider that a strange country. One can make a very similar argument about money and credit. Its something we all need in the right amount and going to the right places. There is no de-facto reason why private banks should control it. This referendum in Switzerland offers perhaps the greatest opportunity we’ve seen in Europe for a fundamental rethink of this model and a genuine debate about the future of our economies.”

Christina von Braun, Professorin i.R. an der Humboldt Universität zu Berlin, Institut für Kulturwissenschaften:
"Geld wird von Gemeinschaften emittiert. Es kann zum Mittel sozialer Kohäsion werden, basiert aber auf jeden Fall auf der sozialen Kohäsion einer Gemeinschaft. Es ist eine Sache gegenseitigen Vertrauens: Nur das Geld einer Gemeinschaft, an die alle Mitglieder glauben, hat Glaubwürdigkeit. Das spricht für Vollgeld. Aber es heißt auch, dass Vollgeld nur da funktioniert, wo sich auch eine Gemeinschaft – etwa durch soziale Gerechtigkeit – als Gemeinschaft konstituiert hat."

Buch: Christina von Braun, Der Preis des Geldes : eine Kulturgeschichte. Berlin: 2012, www.christinavonbraun.de

Stephen Zarlenga, Direktor des American Monetary Institute, Autor des Buches „Der Mythos vom Geld" (The lost science of money):

Buchzitat (S. 513): 
"Natürlich muss das Geldsystem genauso wie das Rechtswesen unabhängig sein; es muss aber auch rechenschaftspflichtig sein, und die Gemeinschaft äussert sich nun einmal (indirekt) über die Politik darüber, ob das Geldsystem gut funktioniert oder nicht. Die obersten Richter über das Geldsystem sind also in der Tat die Bürgerinnen und Bürger - und nicht etwa die Hohepriester irgendeiner undefinierbaren Ideologie, der Vorstand einer Bank oder willkürlich aufgestellte Statistiken. Das Geldwesen findet seine Berechtigung darin, dass es der Allgemeinheit dient."

Prof. Kaoru Yamaguchi, Professor für Makroökonomie und Monetäre Ökonomie, Doshisha University Kyoto (Japan):
"Eine Vollgeldreform kann Schulden beseitigen ohne Rezession, Arbeitslosigkeit oder Inflation.
Öffentliche Infrastruktur kann mit schuldenfreiem Zentralbanken-Geld finanziert werden, anstatt abhängig von verzinstem Bankengeld zu bleiben.”

Hier ein Video von ihm: www.youtube.com/watch

ordinare la newsletter «Iniziativa moneta intera»

Newsletter bestellen (IT)

Newsletter-Abo (IT)